Super Dog Party’s Interview Super Dog Party

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Super Dog Party’s Interview

Rock, Blues, good vibrations made in west coast : tutto questo è altro ancora è Super Dog Party.
Un potentissimo combo a tre che con i suoi live incendiari sta infuocando la movida della Capitale. Chitarra, basso e batteria nella piu classica delle formazioni rock’n’roll, sprigionano un potentissimo wall of sound che difficilmente vi farà rimanere fermi. Il loro album d’esordio “The Big Show”, è un vorticoso giro sulle montagne russe del Rock duro e puro made in U.S.A.
In questo nostro secondo appuntamento con le interviste Indiescutibili, abbiamo incontrato Alessandro Peana, chitarrista/frontman della band.
Come al solito la nostra più che un intervista è stata una piacevolissima chiaccherata, nella quale Alessandro ci ha raccontato il dietro le quinte di una rock band, tra videogiochi come ispirazione, balle di fieno nei locali e piccole follie gestionali, il tutto chiaramente all’insegna del motto principale dei veri Indiestruttibili: Do It Yourself!

Ciao Alessandro, grazie di essere qui e benvenuto su Indiestruttibili! La prima canonica domanda di rito è: come nasce il progetto Super Dog Party?
Inizialmente ho registrato molto velocemente una demo di tre pezzi: Nip/Tuck, Ghouls & Goblins ed Asshole… quindi chitarra e voce insieme ad un’arrangiamento di batteria fasulla inumano. Massimiliano è stato l’unico dei tanti batteristi testati che non si è preso un colpo ad ascoltare il tutto e, anzi, ha fornito al progetto un arrangiamento ritmico ancora più massiccio!

Vi abbiamo ascoltato piu volte dal vivo e l’impressione generale, è quella che siate una band con una fortissima attitudine da palco. Come si riesce a “fotografare” questa furia live entro i canoni piu rigidi di un disco?
Merito dell’autoproduzione. Nonostante le enormi difficoltà questo aspetto risulta estremamente semplice. Il vero dramma sarebbe stato finire in balia del cronometro di uno studio di registrazione scelto un pò da Google e un pò dalle nostre possibilità economiche.. Do It Yourself or die!

La domanda precedente si collega alla seguente: nei crediti del disco figuri come produttore. In un certo qual modo mentre registri e mixi di un disco, il tuo disco, provi emozioni analoghe a quelle dell’esecuzione live?
Analoghe no, sono esperienze molto diverse. Il concerto, per quanto possa essere impegnativo, è una situazione rilassante. Lo studio invece è il paradiso delle follie di tutti noi. Una traccia di chitarra acustica dove si sente in sottofondo l’aspirapolvere dell’autolavaggio affianco può diventare tranquillamente definitiva, ma può anche succedere che passiamo una nottata a teorizzare qual’è la frequenza da eliminare per migliorare il suono di una chitarra che intercorre solo per pochi secondi all’interno di un brano. L’alternanza tra grande pressapochismo e pignoleria estrema è sicuramente l’elemento che che caratterizza maggiormente la produzione dei nostri pezzi.

L’impressione generale, è quella che con le tecnologie odierne si possa avere tutto piu a portata di mano. E dunque si possa essere musicisti, produttori e manager di se stessi allo stesso tempo. E dunque meno artisti e sicuramente piu “artigiani”. Personalmente (e considerati i tempi di crisi globale e discografica) io ritengo che il secondo aspetto sia migliore. Tu come la vedi?
Nel periodo in cui viviamo, nella stragrande maggior parte dei casi, se vuoi solo provare a promuovere la tua musica devi prepararti a dividere l’attività di musicista facendo anche da fonico, montatore video, webmaster, social manager, rowdy e grafico. Questo, purtroppo, sottrae molto tempo alle attività prettamente artistiche e musicali. Sta al gruppo vivere questa imprescindibile tuttologia con intelligenza. Nel migliore dei casi riesci ad avere una gestione del gruppo ottimale, nel peggiore impazzisci. E’ il nostro caso. Noi probabilmente stiamo impazzendo e sogniamo il giorno in cui qualcuno ci darà una mano nella realizzazione dei nostri prodotti, che gestisca la nostra attività live e web, fino a caricare in macchina i nostri amplificatori a fine concerto. Tuttavia, semmai arrivasse questo giorno, penso che allontanarsi dall’etica diy sarebbe comunque traumatico. Fatta eccezione per la storia degli amplificatori ovviamente!

Negli ultimi dieci anni si è avuta una forte inversione di tendenza per quanto riguarda la scena rock. L’elettronica spopola sempre di più e nelle serate Techno c’è la fila fuori dal locale, mentre nelle serate di musica live si arranca sempre di piu. Come la vedi? Super Dog Party nei suoi concerti soffre quest’aspetto oppure non avete di che lamentarvi?
Il pubblico è un animale strano e, predirne il comportamento, è molto complicato. Grandi affluenze in concerti definiti all’ultimo momento e balle di fieno in eventi ben organizzati da tempo, ci hanno portato a pensare che è inutile fare pronostici. Per quanto ci riguarda cerchiamo di partecipare il più possibile a Festival, Feste Universitarie e Private… il tutto organizzando anche con una certa distanza gli eventi dove siamo esclusivamente noi gli unici promotori.

Parlando di elettronica, c’è un pezzo del vostro disco (Ghouls and Goblins) il cui incipit è quello di un famoso videogioco. Anche i videogames possono essere fonte di ispirazione?
Certo! Videogiochi, ma anche Serie Televisive e Film sono sempre stati di ispirazione! Durante l’ultimo concerto all’Open Source di Bisceglie, nella parte centrale del pezzo Big Show, è partito il tema di Beverly Hills Cop! Tornando ai videogiochi sarebbe bello riprendere la colonna sonora di un altro videogame anche nel prossimo disco. Il difficile è compiere una scelta origianale, ma ci siamo rassegnati: esisterà sempre un tredicenne cinese che, prima di noi, ha caricato su youtube la sua versione reinterpretata con uno strumento inventato da lui.

Personalmente c’è un pezzo del vostro disco che ho amato fin dal primo ascolto ed è Greyhounds’ City. Lo ritengo forse il pezzo piu americano di tutto il disco, vi sento vibrazioni molto west coast. Come mai non lo eseguite mai dal vivo?
Purtroppo, i mille impegni extra musicali di cui parlavo prima, ci hanno impedito di trovare il tempo di riarrangiare una versione elettrica di Greyhounds’ City. Tuttavia contiamo di inserirlo in scaletta in futuro, magari quando realizzeremo il nostro set acustico… uno dei nostri progetti in cantiere.

Ultima domanda che vale per tre: eventi in cantiere? Prossimo lavoro su disco? E soprattutto che fine hanno fatto i Boomers?
Il 22 Luglio suoneremo all’Eclettica Festival, a Roma, insieme ai Rock’n’Roll Kamikazes. Il 27 Luglio invece al Giovinazzo Rock Festival di spalla a Meg. Faremo poi la consueta pausa estiva. Massimiliano ha intenzione di chiudersi con la batteria a studiare qualche follia, Alessandro andrà negli Stati Uniti a respirare un pò d’aria Rock & Roll e quanto a me tornerò in Sardegna un paio di settimana a giocare a Call of Duty. Per quanto riguarda il prossimo lavoro su disco, abbiamo appena iniziato a lavorarci… speriamo di farlo uscire il prossimo inverno. Con i Boomers invece, nonostante l’assenza live, continuiamo a vederci con grande regolarità. Al momento stiamo ultimando i mixaggi del nuovo disco intitolato “Punkover”, uscirà certamente nel mese di Novembre!

alessandropeana

dicembre 3rd, 2018

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